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Manifesto della crew scritto da Elwood_


Chi e' veramente un hacker

Autharchical Hacker Manifesto (AHM)

Elwood_

Postilla by Snake88

Innanzitutto dobbiamo conoscere e capire il concetto di hacker, 
non la definizione distorta dei mass-media divulgata alla societa'.
La maggiorparte delle persone comuni pensa che l'hacker sia un tizio
che defaccia i siti o si impadronisce dei server mettendo sulla shell
(o prompt) la frase "i owned you", con qualche nick poco leggibile 
come M4st30Fh4ck3rs o 2h4ck3r, oppure che entri del pc e lo faccia 
esplodere (un'altra leggenda metropolitana).
La nostra definizione di Hacker rientra in parte nel pensiero di Eric S
Raymond ma non solo, relegandola solo alla definizione di hacker di Raymond,
si tenderebbe a sminurne IMHO il concetto piu' grandioso della way of
life di Un hacker. Innanzitutto partiamo dalla definizione inglese "a
person who made forniture with axe", traducendo significa "una persona
che fabbrica mobili con le accette" semplicemente e' la definizione classica
dell'atteggiamento di un hacker: cerca di risolvere qualsiasi problema nel
modo piu' veloce possibile e non badando troppo al modo "raffinato" in
cui ci e' riuscito.

Questo gia' ci fa entrare nella mentalita' di un hacker, ovvero e' una
persona che quando deve risolvere un problema di natura informatica bada
al risultato e non in che modo ci sia riuscito. Insomma un hacker non e'
un manierista. L'hacker e' un entusiasta dell'informatica, questo significa
che l'hacker ama qualsiasi problema inerente all'informatica. l'Hacker
quando comincia si rende che riesce a risolvere e a capire concetti complessi
in informatica in breve tempo e senza tanta fatica.

Per far comprendere il talento di un hacker, mettetelo davanti
a qualsiasi problema informatico che per le persone comuni sembra
impossibile, un hacker pur non conoscendolo riuscira' a risolverlo in
breve tempo. L'hacker si diventa in ogni momento della nostra vita,
ci si puo' scoprire hacker anche in tardissima eta', eppure dare
un contributo all'informatica inaspettato. L'hacker e' quindi una
persona che riesce ad appassionarsi all'informatica ed in breve tempo
(superando qualsiasi difficolta') riesce ad arrivare a risultati 
strabilianti.

Ora che abbiamo definito i caratteri generali della sua personalita'
definiamo anche cio' di cosa si interessa e quale sia la sua filosofia
di vita. L'hacker innanzitutto costruisce, non distrugge, differenziandosi
così dal lamer( tradotto zoppo o claudicante, una persona che non ha talento ma cerca
di imitare gli hackers pensando di attirarne l'attenzione usando
programmi o exploit che non conosce, ma che li usa sul suo computer
con la grazia di un elefante in una cristalleria), E' sbagliato pensare
( e si legge un po' dappertutto su internet) che l'hacker abbia cominciato
come lamer. Il lamer purtroppo e' una persona che non ha mai avuto
talento, mentre l'hacker nasce con un talento naturale e molte volte
inconscio. Un hacker puo' rimanere interessato per i primi 10 secondi
della sua vita su come intrufolarsi o attacare una macchina, ma passati
quei pochi secondi comincia a chiedersi: "sì... ma quali sono
i meccanismi di funzionamento dell'attacco?" Ecco che la mente dell'hacker 
comincia a scavare sempre in piu' in profondita' comincia a studiare i
linguaggi di programmazione e i protocolli e due giorni dopo e'
invischiato a capire i meccanismi di un kernel trap o nella creazione

di programmi e alla loro compilazione. L'hacker non si fossilizza
sulle conoscenze acquisite ma cerca problemi sempre piu' complicati
e apparentemente i piu' impossibili da risolvere. Da qui la differenza
sostanziale tra hacker e lamer, il lamer rimane dov'e' mentre l'hacker
acquisisce sempre piu' conoscenze in pochissimo tempo, padroneggiandole
l'Hacker si chiede come funzioni l'enorme macchina informatica nel suo
complesso il lamer invece
si accontenta di far funzionare solo una piccola rondellina.
In quel preciso momento, nella mente dell'hacker si viene a costruire
il concetto di etica.
Perche' distruggere quando posso costruire? E si amalgama con la
caratteristica piu' spiccata nella sua personalita:

la sfida per tutto cio' che e' difficile o apparentemente difficile da
risolvere.
In quel preciso momento, si comincia a definire la sua filosofia di
vita: costruire, perche' e' molto piu'
difficile di distruggere.
Quindi L'hacker fondamentalmente (anche un po' per egoismo e per
passione della sfida)
e' positivo. Si circonda di altri come lui, per competizione, cercando
di guadagnarsi
la stima con i problemi che riesce a risolvere.
Vedetelo come un gioco, ma un gioco positivo che alla fine fa accrescere
la conoscenza di tutti.
L'etica hacker e' quindi il rispetto della regola della sfida:
costruisco

per mantenere la sfida con me stesso.
Ma l'hacker alla fine crea, per il fine stesso della sfida, e ritiene
che cio' che crea non sia a fini di lucro, si diverte, per cui ritiene
che cio' che produca vada a favore di tutti, perche' in questo semplice
concetto,
nasce anche la gratificazione. Dare gratuitamente il proprio programma
o la propria creazione
mantiene e fa rispettare le regole precedentemente delineate. L'hacker
e' felice,
e' gratificato che qualsiasi persona usi la sua "soluzione"come massimo
riconoscimento del lavoro
nella comunita' hacker e non c'e situazione che renda piu' felice un
hacker in quella di essere rispettato da altri hacker.
Da questa semplice idea nasce la spinta creativa che ha prodotto
l'opensource e linux ovvero, dalla redistribuzione delle "soluzioni
trovate"

e dal loro gratuito utilizzo perche' l'hacker trova il suo
compiacimento nel suo ultimo fine: quello di far conoscere
di aver risolto un problema.
Nelle comunita' hacker non esistono le crew (come si usa dire per le
comunita'lamer)
L'hacker si riunisce in gruppi in canali irc ma in linea di massima si
diletta parlare solo con altri hacker
quindi non ci sono (ciurme) ma dei punti di incontro dove gli hacker
scambiano le loro opinioni sono dei
punti di ritrovo (mailing list, canali irc, vecchie bbs o anche forum)
quando uno o piu' hackers si incontrano
tali punti, in quel caso potremmo fondere il vecchio concetto di
"accademia" e quello che definiamo dei veri fautori dell'arte
informatica "l'hacking".
Qundi con un neologismo le potremmo definire "Hackademy". A differenza
delle crew, nelle Hackcademy ogni hacker mantiene il suo
proprio individualismo, e sono ad unico fine di scambio di opinioni o
di consigli.

In conclusione l'hacker qui definito non e' molto daccordo con la
definizione comune ne' con quella dello stesso Raymond
"Attitude is no substitute for competence" ma ripensandola da qui come:
"Without the hacking Attitude no competence"


Postilla di Snake88

Nel precedente Manifesto Elwood_ ha citato solo Hacker informatici
ma bisogna precisare che si può essere hacker anche in altri campi...
L'esempio più classico è la musica. Nella musica si può essere hacker
esattamente quanto nell'informatica... Non possiamo forse definire
un hacker colui che con delle corde costruì la prima "chitarra"?
Secondo me per essere hacker non bisogna per forza interessarsi
di PC ma lo si può essere in qualunque campo.

Bisogna cmq ricordare che per altri campi spesso ci sono altri termini
e hacker si riferisce solo al PC... Ma non per questo la filosofia 
hacker non può essere applicata ad altri campi...

Almeno così la penso io!